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CONCERTI, WORKSHOP, SEMINARI, CONVERSAZIONI
LUNGO LE VIE DELLA NUOVA MUSICA

TUTTE LE ATTIVITÀ SONO APERTE AL PUBBLICO E AD INGRESSO LIBERO
per i workshop è richiesta l’iscrizione scrivendo a: Dialoghi@iteatri.re.it

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Dialoghi sul comporre è uno spazio d’incontro aperto, dedicato a chi ha scelto la musica come linguaggio espressivo d’elezione per raccontare e condividere la propria visione del mondo. Compositori, interpreti, musicologi, semplici appassionati aperti al nuovo si ritrovano per una full immersion, una tre giorni di serrato susseguirsi di concerti, workshop, seminari e momenti di dialogo, tutti finalizzati alla circolazione di idee, esperienze e proposte musicali rivolte al futuro.

Le prime cinque edizioni dei Dialoghi sul comporre si sono svolte presso le Torri dell’Acqua di Budrio (Bo), uno spazio/laboratorio dedicato alle arti performative nel quale gli artisti trovano ospitalità in quel cruciale momento produttivo che è la finalizzazione del proprio lavoro creativo.

Nel susseguirsi delle edizioni dei Dialoghi si è assistito ad un’importante crescita delle adesioni non solo da parte dei compositori, ma anche da parte di una nuova generazione di interpreti che, pur svolgendo una intensa attività concertistica a livello internazionale, investono molte delle proprie energie nello sviluppare in Italia una fitta rete di collaborazioni che è linfa vitale per l’esistenza stessa di una comunità artistica. È infatti anche grazie al diretto impegno dei musicisti sul terreno dell’organizzazione che in questi ultimi anni sono nate importanti realtà dedicate alla sperimentazione musicale: music@villaromana a Firenze, l’Arsenale a Treviso o ancora Musica in prossimità a Pinerolo, solo per citare alcuni esempi. Queste iniziative testimoniano una volontà di resistenza concreta, diffusa e costante che nei Dialoghi sul comporre trova plastica evidenza grazie alla spontanea e appassionata adesione di tutti i partecipanti.

Non è forse un caso se quest’anno, per la loro sesta edizione, i Dialoghi sul comporre abbiano trovato, grazie alla felice intuizione di Paolo Cantù e Francesco Filidei, ospitalità a Reggio Emilia. Fin dal 1969, anno dell’arrivo di Armando Gentilucci alla guida dell’Istituto Peri, la città ha svolto il ruolo di crocevia di incontro accogliendo idee ed esperienze provenienti dai territori musicali sperimentali e di ricerca: oltre alla lungimirante guida dell’Istituto Musicale Peri da parte di Gentilucci - al quale si deve tra l’altro la costituzione di un importante fondo dedicato al repertorio del secondo ‘900 e contemporaneo nella Biblioteca dell’Istituto -, negli anni Reggio Emilia ha ospitato la fondamentale esperienza di Di Nuovo Musica che, negli anni novanta, ha permesso ad una giovane generazione di musicisti italiani di venire a contatto con artisti come Helmuth Lachenmann e Gerard Grisey; così come importante è stata la capillare attività di Compositori a confronto promossa dall’Istituto Peri e, non ultimo, il costante impegno produttivo che la Fondazione iTeatri dedica alla proposta di nuove opere così come la programmazione al fuori di ogni cliché che caratterizza il Festival Aperto.

La sesta edizione dei Dialoghi sul comporre si terrà il 19, 20 e 21 dicembre di quest’anno; le musiche di 57 autori eseguite dal vivo con la presenza di quasi 80 musicisti che condivideranno con il pubblico le loro esperienze artistiche più recenti, spesso presentando in anteprima nuovi progetti e nuove musiche … tutto questo è Dialoghi sul comporre, un’occasione unica per accogliere in maniera vitale quell’invito al molteplice lanciato da Armando Gentilucci alla fine degli anni ’70.

Paolo Aralla



PARTECIPANO:
| Elena Abbado | Andrea Agostini | Alessandro Anatrini | Andrea Antonel | Paolo Aralla | Cecilia Balestra | Agnese Balestracci | Simone Beneventi | Margherita Berlanda | Laura Bersani | Giovanni Bertelli | Arianna Bloise | Monica Boni | Stefano Bonilauri | Giuliano Bracci | Daniele Bravi | Giacomo Cardelli | Alberto Cavallaro | Fabio Cifariello Ciardi | Roberto Conz | Elisa Copellini | Nicole Costoli | Angelica Cristofari | Elisabetta Delprato | Martina di Falco | Francesco Dillon | Pierpaolo Dinapoli | Daniela Fantechi | Francesco Filidei | Franco Fusi | Federico Gardella | Gabriele Genta | Daniele Ghisi | Roberta Gottardi | Giorgio Gressani | Daniel Incerti | Claudio Jacomucci | Stefano Malferrari | Orfeo Manfredi | Gianluigi Mattietti | Maria Miele | Luca Nostro | Lorenzo Pagliei | Francesco Pedrazzini | Giulia Pellati | Alessandro Pelullo | Paolo Perezzani | Alessandro Perini | Stefano Pierini | Benedetta Polimeni | Gaston Polle Ansaldi | Edoardo Ponzi | Francesco Prode | Ingrid Pustijanac | Stefano Raccagni | Alessandro Ratoci | Daniele Roccato | Michele Marco Rossi | Matteo Rovatti | Chiara Saccone | Cesare Saldicco | Vincenzo Santarcangelo | Ruben Mattia Santorsa | Andrea Sarto | Letizia Spaggiari | Gabrio Taglietti | Samuele Telari | Emanuele Torquati | Federico Tramontana | Martino Tubertini | Umberto Turchi | Stefano Vallauri Lombardi | Houman Vaziri | Franco Venturini | Gianluca Verlingieri | Giovanni Verrando | Valentina Wang | Riccardo Wanke | Jean-Philippe Wurtz |



MUSICHE (ordinate per anno di composizione)

Giorno di
esecuzione
Autore Titolo Anno di composizione
giovedì 19 J.S.Bach/C.Jacomucci Estratto da l’Arte della Fuga 1750
venerdì 20 Anton Webern Variazioni op.27 1936
venerdì 20 Olivier Messiaen Canteyodjaya 1948
venerdì 20 Giuseppe Chiari “Metodo per suonare il pianoforte” 1964
giovedì 19 Mario Bertoncini Tune 1965
venerdì 20 Georg Crumb 11 Echoes of Autumn 1969
sabato 21 Karlheinz Stockhausen Tierkreis - Löwe, Zwillinge, Fische 1975
venerdì 20 Armando Gentilucci Le Clessidre di Dürer 1985
giovedì 19 Armando Gentilucci Echi del suono 1985
sabato 21 Nicolaus A. Huber Auf Flügeln der Harfe 1985
giovedì 19 Toru Takemitsu Litany I, II - in memory of Michael Vyner 1989
giovedì 19 György Kurtág Hommage à R. Schumann op. 15/d 1990
venerdì 20 Luigi Ceccarelli Discussione del 3019 1992
venerdì 20 Fausto Romitelli Domeniche alla periferia dell’Impero 1995
giovedì 19 Joji Yuasa Clarinet Solitude 2000
venerdì 20 George Benjamin Piano Figures 2004
giovedì 19 Ondrej Adámek Rapid Eye Movements 2005
giovedì 19 Stefano Gervasoni Six lettres à l’obscurité - un zwei Nachrichten n° 6 2005
venerdì 20 Toshio Hosokawa Stunden-Blumen - Homage à Olivier Messiaen 2008
venerdì 20 Gianluca Verlingieri Alchymiae - Ricercari sopra Ave Maris Stella 2009
giovedì 19 Fabio Cifariello Ciardi Da 3 piccoli studi sul potere: B. Obama 2010
giovedì 19 Kaija Saariaho Duft 2012
venerdì 20 Federico Gardella Architetture del canto e del silenzio 2013
giovedì 19 Lorenzo Troiani Cratere 2013
giovedì 19 Davide Ianni [Ni] Svanito Costrutto 2014
giovedì 19 Daniele Bravi 3° quartetto archi 2015
sabato 21 Stefano Alessandretti A Latere 2017
venerdì 20 Antonio Bonazzo Musica per progetto “Nomos” 2017
venerdì 20 Maura Capuzzo Musica per progetto “Nomos” 2017
venerdì 20 Simone Cardini Exaptation III 2017
venerdì 20 Sergio Lanza Musica per progetto “Nomos” 2017
venerdì 20 Bruno Mantovani Chrono 2017
venerdì 20 Cesare Saldicco Musica per progetto “Nomos” 2017
venerdì 20 Roberto Vetrano Musica per progetto “Nomos” 2017
sabato 21 Maurizio Azzan Musica per progetto “Cervelli in fuga” 2018
giovedì 19 Chaya Czernowin Obscure vegetation: black flowers bloom in matter’s darkness 2018
sabato 21 Francesco Filidei Musica per progetto “Cervelli in fuga” 2018
sabato 21 Daniele Ghisi Musica per progetto “Cervelli in fuga” 2018
giovedì 19 Giulia Lorusso À fleur de peau 2018
sabato 21 Marco Momi Musica per progetto “Cervelli in fuga” 2018
sabato 21 Alessandro Ratoci Confused Idols & Sexy Killers 2018
sabato 21 Andrea Sarto Musica per progetto “Cervelli in fuga” 2018
giovedì 19 Petra Stump Duftinseln 2018
sabato 21 Franco Venturini Musica per progetto “Cervelli in fuga” 2018
venerdì 20 Maurizio Azzan “Tutte le estensioni dell’aura” 2019
venerdì 20 Roberto Conz Still 2019
giovedì 19 Pasquale Corrado High Light Night II 2019
venerdì 20 Nicola Evangelisti Osmosis II 2019
venerdì 20 Daniela Fantechi PianoMusicBox_1 2019
venerdì 20 Ivan Fedele Suite francese VI 2019
venerdì 20 Alessandro Perini Touch me 2019
venerdì 20 Filippo Perocco Esili canti d’attesa 2019
giovedì 19 Daniele Roccato Minima Colloquia 2019
giovedì 19 Michele Marco Rossi In forma di rosa 2019
venerdì 20 Maria Teresa Treccozzi “Orazion Picciola” 2019
venerdì 20 Lorenzo Troiani Ciò che resta del fuoco 2019

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VOCI

FEDERICO GARDELLA

Dialoghi sul comporre rappresenta un momento davvero unico di incontro e di riflessione sulla musica: nel corso di tre intense giornate si intrecciano pensieri, discussioni e concerti in un’atmosfera di reale condivisione, lontana dagli accademismi e vicina alle necessità più profonde di chi pensa, scrive o interpreta la musica di oggi. Si tratta, dunque, di una risorsa preziosa poiché proprio dal dialogo e dal confronto può nascere quel cortocircuito creativo da cui prende forma ogni attività dell’immaginazione: la pluralità di punti di vista e la moltitudine di sguardi che caratterizzano il panorama musicale a noi contemporaneo trovano in Dialoghi sul comporre un luogo ideale in cui potersi esprimere, una “zona franca” della creatività che, mi auguro, possa a lungo rimanere un punto di riferimento per chi, oggi, riflette sulle sorti della musica di domani.

MANUEL ZURRIA

Brillante l’idea di invitare compositori, interpreti e musicologi di diverse generazioni a confrontarsi tra loro sullo stato della nostra musica. Ne sono scaturite giornate intense, ricche di temi attuali e scottanti che raramente la nostra comunità ha la possibilità di approfondire. Dialoghi sul Comporre versione 3.0 si è svolto a Budrio dal 2 al 4 gennaio 2015, il modo migliore per iniziare un nuovo anno. Ospite di un luogo ideale (le meravigliose Torri dell’Acqua), lontano dalla grande città e confortato dalle amabili cure di Giovanni e Claudia, questo manipolo di musicisti non si è risparmiato nella produzione di conferenze, concerti e momenti d’incontro dalle 10 della mattina a mezzanotte, quasi senza interruzione. E’ stata l’occasione per conoscersi, per mettere a fuoco le estetiche e i lavori che i compositori partecipanti hanno elaborato con passione, ma anche per captare la voglia di espandere i limiti del concerto classico da parte degli interpreti con strumenti auto costruiti (la grancassa sospesa di Simone Beneventi), di piattaforme per l’elaborazione di un sound elettronico site-specific personalizzato (David Brutti), di opere che volontariamente tendono ad esaltare i sensi dell’ascoltatore in condizioni ambientali estreme (il quartetto di Georg Friedrich Haas al buio eseguito stupendamente dal quartetto Maurice), o di idee tematiche particolarmente felici come nel caso del bellissimo concerto/concept di Francesco Dillon ed Emanuele Torquati ispirato al poeta svedese Tomas Tranströmer. E qui vorrei spendere due parole per dire quanto sia importante che un interprete oggi abbia il coraggio di fare delle scelte intelligenti. Il pubblico ha bisogno di ricevere stimoli adeguati per crescere nella qualità delle proposte. D’altronde il nostro compito è anche quello di essere degli operatori culturali nel nostro piccolo ambito e un concerto come quello su Tranströmer mi ha permesso, da spettatore, di acquisire emozioni e informazioni su vari livelli. Ho scoperto un personaggio importante della letteratura (che non conoscevo), ho ascoltato musiche del passato strettamente correlate al poeta e alla sua estetica, altre del presente scritte appositamente per il progetto (bellissimo soprattutto il brano di Silvia Borzelli). Certo mi piacerebbe che questi DIALOGHI fossero più frequenti nel nostro ambiente: servono a creare il senso di una comunità che per troppo tempo non è stata capace di organizzarsi e soprattutto di conoscersi, probabilmente per un atavico e congenito spirito ultra-individualista che ha sempre contraddistinto la specie italica. Al di là delle polemiche, serve una collaborazione da parte di tutti per tentare di ricostruire, di socializzare, di sperimentare, di convogliare questo flusso di energie creative anche e soprattutto grazie alla visione di personalità illuminate come il musicologo Stefano Lombardi Vallauri che ci ha stupito con la lucidità della sua analisi estetica. 1000 DIALOGHI ancora dunque, e grazie a Paolo Aralla per la sua pragmatica volontà di fare, di costruire, di realizzare.

FABIO CIFARIELLO CIARDI

Quelle di “Dialoghi sul Comporre” sono state tre giornate importanti per molte ragioni, ma soprattutto perché sono stati tre giorni di veri dialoghi: incontri in un’atmosfera resa rilassata da un’accoglienza non solo cordiale ma proprio affettuosa, e ciononostante incontri intensi, di confronto su domande urgenti, brucianti, più che su facili risposte.
Ho respirato un senso di comunità quasi incredibile che spero possa essere fondante anche per il futuro.
Nella latente invisibilità della musica contemporanea per la politica e per molte forme della cultura e della contemporaneità, il dimostrare la capacità di fare comunità mi pare vitale per l’interno, intanto, per noi compositori, per i nostri compagni d’avventura – interpreti, musicologi, appassionati – per vedere meglio dove poggiare il piede e mantenere viva la nostra voglia di camminare. E poi, costruito dall’interno, un sano senso di comunità credo possa essere anche uno strumento di sopravvivenza e azione, perché un collega, un politico o anche solo il così detto “rappresentante della società civile”, posto di fronte ad una comunità, a non interloquire, come spesso sappiamo accadere, un poco rischia.
Per favorire l’osmosi fra le componenti dell’iniziativa possono forse essere stimolanti, in aggiunta a nuovi interventi e concerti, anche ore da destinare a momenti informali di incontro fra i partecipanti, e fra questi e un pubblico di ‘simpatizzanti’: tavole rotonde, allestite con caffé, tè e qualche biscotto, coordinate non tanto da un compositore ma da un musicologo o altro esterno alla ‘categoria’; momenti di collaborazione fra compositori e strumentisti (flash-workshop?) dai quali derivare magari anche delle “conducted improvisations” o altri momenti di coinvolgimento del pubblico, delle scuole, di altri artisti.
Personalmente mi piace l’idea di un work-in-progress che trovi anche il modo di lasciare sedimenti, così da rendere fertile il terreno tutto intorno. Mi avete convinto sulla inopportunità delle forme classiche di documentazione che forse in questa fase finirebbero per essere coercitive o forzosamente definitiva, ma forse possiamo trovarne altre per far vivere l’idea, l’urgenza del confronto prima delle soluzioni, anche prima e dopo i pochi giorni dell’evento, per non dimenticarlo e – perché no – per poterlo ricordare a chi vorrebbe cavarsela facendo finta di niente.
In questo quadro l’idea della Voci lasciate sulle pagine del sito, mi pare ottima.
Grazie di cuore a Paolo, agli amici delle Torri dell’Acqua, a Stefano e Vincenzo, e a tutti i partecipanti.

ROBERTA GOTTARDI

Mi sento di ringraziare tutti gli amici che ho rivisto o conosciuto alle Torri, nonché tutti quelli che si sono preoccupati di offrirci una calorosa ospitalità.
Anche per me è stata un’esperienza di dialogo e di condivisione, che mi ha dato la felicità che si prova nei momenti migliori di questo mestiere, quando si sente di vivere la propria passione insieme agli altri.
Questo a Budrio è avvenuto sia durante i workshop che durante i concerti: tutti momenti molto belli proprio perché mi sono sembrati finalizzati a comunicarla.
E’ una passione che fa talvolta faticare noi interpreti, ma quando finalmente riusciamo a trasformala in note su di un palcoscenico, capiamo perché è una delle ragioni della nostra vita.
E con piacere ho sentito parlare di “Musicologia contemporaneista” (parola che nemmeno il mio computer conosceva, visto che me la continua a correggere :-)
Quindi, avanti e alla prossima!

GEORGIA PRIVITERA

In occasione del terzo mini-festival “Dialoghi sul comporre” tenutosi all’inizio del gennaio 2015, il Quartetto Maurice ha scelto di dare il suo contributo eseguendo il Quartetto n. 3 del compositore austriaco G. F. Haas, la cui realizzazione si svolge completamente al buio.
Il paese di Burdio ha aderito al concerto in maniera entusiasta ampliando il pubblico di “addetti ai lavori” al quale sono indirizzati principalmente gli incontri riguardanti la composizione.
La musica contemporanea ha certamente bisogno di un pubblico eterogeneo e motivato e questa occasione si è rivelata estremamente promettente.
Auguriamo a “Dialoghi sul comporre” di continuare a contribuire in modo significativo alla creatività e all’incontro tra compositori ed esecutori.

ANDREA SARTO

Dialoghi sul comporre non sarebbe possibile se non ci fosse un posto in cui i compositori, gli strumentisti, i ricercatori, il pubblico - e da quest’anno i migliori musicologi - possano condividere e arricchirsi liberamente. Luogo e libertà sono due dei cardini importanti - oltre alla musica, ovviamente - ma aggiungo anche il senso di rispetto. Rispetto del tempo, del lasciare che le cose emergano da sole, che le energie si coagulino e si parlino con naturalezza e sincerità. Il luogo - le Torri dell’Acqua - , il lavoro paziente e forte dei suoi creatori fatto con i mezzi che ci sono e che devono essere alimentati sempre di più, le energie che sono attirate, il senso di condivisione e la voglia di fare il bene sono la radice di tutto questo. La musica può vivere anche negli anni a venire se non le manca la terra sotto ai piedi, se si allargano i confini del suo campo, se le risorse crescono e si impiegano per fare frutto, insistendo sempre senza stancarsi, amando quello che si fa, un passo alla volta. Questo, per me, è il punto.



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